Guida di WhizCV

Lettera di presentazione: esempio, struttura e consigli

La lettera di presentazione è il documento più frainteso della candidatura: metà dei candidati la salta, l’altra metà ci riassume dentro il curriculum. Una buona lettera fa una terza cosa — spiega perché ti candidi proprio in quell’azienda e perché la cosa ha senso per entrambi. Ecco come riuscirci in quattro paragrafi, con esempi di aperture che non suonano fotocopiate.

A cosa serve davvero la lettera di presentazione

Il curriculum risponde alla domanda «cosa hai fatto». La lettera risponde a «perché qui e perché adesso» — il collegamento tra la tua esperienza e quella posizione specifica, che nessun elenco di ruoli può fare al posto tuo.

Da qui la regola più importante: la lettera non ripete il curriculum. Prende uno o due dei tuoi risultati più forti e li collega a ciò che l’azienda sta cercando. Tutto il resto chi legge lo ha già visto — o lo vedrà — nel CV.

La struttura moderna: quattro paragrafi che funzionano

La struttura collaudata di una lettera di presentazione sta in quattro paragrafi brevi:

  • Apertura — per quale posizione ti candidi e una frase che dimostra che sai cosa fa l’azienda;
  • Perché tu — il tuo risultato più rilevante, raccontato in concreto: qual era il problema, cosa hai fatto, cosa è cambiato;
  • Perché questa azienda — cosa ti attira del prodotto, del mercato o del team; è qui che si capisce se la lettera è scritta per loro o è un modello universale;
  • Chiusura — breve e sicura: disponibilità per un colloquio, ringraziamento per il tempo dedicato, saluto.

Aperture che non sono cliché

«Con la presente sono a candidarmi…» è l’apertura che chi seleziona legge decine di volte al giorno: non è sbagliata, è invisibile. Le aperture che funzionano partono da qualcosa di specifico — un fatto sull’azienda, un risultato tuo, il punto in cui le due cose si incontrano.

Qualche direzione concreta: «Da due anni uso [prodotto] ogni giorno, e la posizione di customer success che avete aperto è il lavoro che faccio già — dal lato del cliente.» Oppure: «Nell’ultimo anno ho portato il tasso di conversione del mio e-commerce dal 1,8% al 2,9%; ho letto che state costruendo il team growth ed è esattamente il problema su cui voglio lavorare.» Specifico batte solenne, sempre.

Da evitare, oltre alle formule notarili: aprire scusandosi («pur non avendo tutta l’esperienza richiesta…») e aprire con la propria biografia dall’inizio dei tempi. La prima frase deve dare a chi legge un motivo per arrivare alla seconda.

Quanto deve essere lunga

Da mezza pagina a due terzi — circa 250–350 parole. Non è un limite, è un vantaggio: la lettera corta viene letta tutta, quella lunga viene scorsa in diagonale o saltata.

Se la tua lettera è arrivata a una pagina piena o oltre, taglia senza pietà: le frasi generiche su «contesto dinamico» e «opportunità di crescita» cadono per prime. Quello che resta — fatti concreti su di te e su di loro — sta quasi sempre in quattro paragrafi.

Quando la lettera è attesa in Italia

In Italia la lettera di presentazione non è più un obbligo universale, ma resta attesa in situazioni precise: quando l’annuncio la richiede esplicitamente, nelle candidature spontanee — dove è lei a spiegare perché stai scrivendo — e in generale nei ruoli in cui la scrittura e la comunicazione fanno parte del mestiere: marketing, vendite, HR, giornalismo, ruoli manageriali.

C’è poi la forma più comune di tutte: l’email di accompagnamento. Quando invii il CV via email, il corpo del messaggio è di fatto la tua lettera di presentazione — e vale la stessa struttura, solo più compatta: chi sei, il tuo risultato più rilevante, perché quell’azienda, saluto. Un’email di due righe («In allegato il mio CV. Cordiali saluti») è un’occasione sprecata.

Domande frequenti

La lettera di presentazione è obbligatoria?

Solo quando l’annuncio la richiede: in quel caso ometterla significa spesso l’esclusione diretta. Quando è facoltativa, una lettera breve e ben scritta è un vantaggio nelle posizioni con più concorrenza, mentre una lettera fotocopia è peggio di nessuna lettera.

Posso usare la stessa lettera per più candidature?

La base sì: la struttura e il paragrafo con il tuo risultato forte si riutilizzano. Ma il paragrafo «perché questa azienda» va riscritto per ogni candidatura: è quello che rende la lettera una presentazione e non una formalità.

A chi la indirizzo se non conosco il nome del selezionatore?

«Gentile team di selezione di [azienda]» o «Gentile responsabile HR» funzionano bene. Se il nome è nell’annuncio o su LinkedIn, usalo: «Gentile Dott.ssa Bianchi». Da evitare il vecchio «Spett.le Ditta» e le formule troppo burocratiche.

Meglio la lettera nel corpo dell’email o in allegato?

Se l’annuncio non specifica, la soluzione più pratica è una versione compatta nel corpo dell’email e il CV in PDF allegato. Se ti candidi tramite un portale con un campo dedicato alla lettera, caricala lì come PDF con lo stesso stile del curriculum.

Altre guide utili

Continua da qui: le altre guide di questa serie sul curriculum.

Pronto a metterlo in pratica?

Curriculum e lettera di presentazione lavorano in coppia. Creali entrambi online e scaricali come PDF pronti da inviare.

Crea il tuo curriculum gratis →